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Roberto Tabarini ed Helpack packaging

Roberto Tabarini titolare di Helpack

                 




















Da quanto tempo lavori in quest'ambito?

Mi viene da rispondere, da una vita! Perchè ho scolasticamente trascorso gli anni settanta nelle scuole grafiche fino al diploma di Perito Grafico. Professionalmente ho passato gli anni ottanta nell'editoria, tra esperienze varie in diverse industrie grafiche, per concludere con 12 anni in Mondadori a Verona. Dal 1989 è iniziata la mia vita professionale nel mondo Cartotecnico, con la nascita di Helpack nel 2000.


Cosa ti piace di questo mondo?


Premetto che la Cartotecnica mi ha fatto scoprire un mondo creativo, che dalla scuola e dalla grande realtà editoriale non riuscivi a percepire. Adoro la creatività, adoro le sfide, esigenze ed obiettivi molto vicini al mercato, al cliente, se ti senti partecipe nel successo del prodotto e del tuo cliente. Ma oggi sento anche l'odore della crisi, sento la richiesta di novità, di progetti attraenti per contrastare il concorrente, per attirare il consumatore, ma tutto deve costare "niente", e con le materie prime e i costi di trasformazione in continua ascesa. Ogni giorno è una sfida.


Quali sono le richieste più frequenti da parte dei clienti?


In primis direi "deve costare poco!!" Ma dietro a questo luogo comune, il cliente ha bisogno di idee, di novità, di poter fidarsi dell'esperienza che tu metti sul tavolo.


In quali casi conviene di più il Restyling alla creazione ex-novo?


Parlando di grafica, se l'Azienda ha un'immagine consolidata sul mercato, assolutamente occorre lavorare su un buon restyling che non distolga dal logo e dai colori riconosciuti. Il breaking grafico si usa per distinguere una linea, un prodotto, un diverso target. Parlando di packaging, credo assolutamente vincente individuare forme nuove e materiali diversi.


Cosa rende irresistibile un packaging?


Quando oltre all'occhio attira l'attenzione di altri sensi, l'olfatto, il tatto, ... Il gusto, che ahimè credo sia in una discesa inarrestabile, e purtroppo ricostruibile in generazioni.


E' possibile influenzare la decisione d'acquisto attraverso il pack?


Credo che il prezzo la faccia ancora da leone, la pubblicità influenzi all'acquisto di qualità pessima e di cose inutili. Ma credo che il packaging possa sempre trasmettere emozione ed essere intrigante. Mi ritorna sempre alla mente un'esperienza raccontata nei corsi di marketing e management ai quali ho partecipato. Una consolidata ditta svizzera produttrice di succhi di frutta, con il classico pack colorato, con le immagini di frutta bellissima, nel momento che la lotta sugli scaffali diventava sempre più all'ultimo sangue, senza ridurre la qualità del prodotto, ha lanciato un pack completamente nero con stampa in lamina oro, con un prezzo raddoppiato... La clientela ha ritenuto che in quel pack, con quel prezzo, la qualità fosse migliore.


Quali prospettive vorresti sviluppare in futuro?


Credo di poter ottenere ancora delle soddisfazioni con i miei cilindri/tubi rivestiti con legno e con qualsiasi materiale, con tappi in legno e di altri materiali, frenati dalla crisi del mercato scoppiata nel 2009. Troppo belli per non ritornare al loro ruolo di comunicatori. Credo anche al nostro sistema di chiusura della scatola, brevettato come Botton Box. Un packaging con questa aggiunta di uno o due bottoni per la schiusura/apertura della scatola, che sia in cartone, legno, plexi, può diventare fortemente comunicativo, innovativo. Un sistema tra l'altro estremamente economico per il valore aggiunto che crea.. Novità assoluta, è il packaging ovale, completamente rivestito in legno internamente ed esternamente, con tappi in legno ovali. Siamo riusciti a costruirlo con ottimo risultato. Si tratta di un pack molto elegante, naturale, interessante per bottiglia ovale o per più prodotti.







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